Politica

GLI OPPOSTI ESTREMISMI CHE PASSANO (ANCHE) PER ILVOMERO. IL CATALOGO E’ QUESTO

Coalizione Pd: Paolo Siani;
Coalizione Forza Italia: Giuseppina Sorvillo;
M5S: Doriana Sarli;
Liberi e uguali: Mario Coppeto;
Popolo della famiglia: Marianna Puzo;
Alleanza liberal popolare – Autonomie: Vincenzo Rongo;
Potere al popolo: Giuseppe Aragno;
Per una sinistra rivoluzionaria: Vittorio Saldutti.
Casapound: Simone Silvestri;
 
Non ce ne abbiano le formazioni maggiori, ma di loro si dice e si è detto tutto e il contrario di tutto. Conosciamo nomi e cognomi, polemiche e volti, programmi e seguito, sondaggi e speranze.
Non ce ne avranno dunque se accendiamo un attimo i riflettori su partiti decisamente minori ma che pure un qualche spunto dovrebbero suscitarlo. E non parlo delle liste civetta o delle liste che già nascono pronte per le coalizioni, ad acta, per avere una minima chance (legittima per carità) di governo, sottosegretariato o foss’anche la presidenza di qualche ente di peso. Parlo delle liste outsider, di quelle che tanto tempo fa si sarebbero definite extraparlamentari, degli opposti estremismi di destra e sinistra, che di stare in parlamento una volta proprio non ne volevano sapere, segnate da un comune sprezzo per un’istituzione “borghese” e capitalista ( per la serie gli estremi che si toccano). Agivano da satelliti, nel sociale, nelle dimostrazioni di piazza o magari anche con squadracce che si fronteggiavano e qualche morto troppo giovane l’hanno lasciato anche a Napoli, in quei calderoni giovanili che ribollivano in parti precise della città, ad esempio, per restare in ambito Vomerese, attorno a Piazza Medaglie D’oro un drappello nutrito e fermentante della  componente “antagonista” diremmo oggi di sinistra, da cui uscì anche qualche brandello eversivo.
Oggi, nonostante molti siano quelli che cercano di trovare a tutti i costi analogie, la situazione è assai diversa, sociologicamente e politicamente, e le formazioni estremiste ( e lo diciamo in senso politico e acritico) aspirano invece ad entrarci in Parlamento, ed avere anche la più flebile voce in capitolo, il che di per sé è segno di mutamento certamente positivo.
Dunque anche al Vomero avremo una formazione ormai notoriamente (ma non ufficialmente) schierata a destra come CasaPound con Silvestri e formazioni decisamente inclinate verso la sinistra radicale come Potere al Popolo con Aragno , ed ancora Per una sinistra rivoluzionaria con Vittorio Saldutti. E a sinistra, si sa, il panorama è sempre complesso e a scissione multipla, tant’è che PSR critica parimenti di tradimento della sinistra sia LeU, nata però a sua volta da una critica a sinistra del PD ma in rapporto ancora dialettico con questo, tanto PaP. L’uso delle iniziali è puramente intenzionale, cari lettori, perchè di sicuro dell’aria anni 70/80 quello che è tornato prepotente non è il piombo, per grazia di Dio, ma il proliferare di sigle, che a sinistra conta ancora SI, POSSIBILE, RC, e la napoletanissima DEMA del vulcanico e rivoluzionario (autodefinitosi) sindaco Giggino DeMagistris.
di Claudio Guarino
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