Tutto sul Vomero

Dalla operazione “memoria” del Vomero alla battaglia campale di Bagnoli. Il M5S si butta nella mischia.

Fico ha cambiato idea, forse obiettivo, forse era stata solo anticipazione frettolosa. E lo spostamento di bersaglio dal collegio Vomero-Arenella e quello di Soccavo-Bagnoli coincide proprio con una delle riunioni “condominiali”, nuova strategia messa in campo dai 5* nella campagna elettorale per incontrare la popolazione, in ambiti più “domestici” e meno di piazza, tenutasi guarda caso proprio a via S.Domenico.
I pezzi da 90 del Movimento avevano deciso di scendere in campo nei collegi uninominali, dove correre in aperta e solitaria concorrenza, e la scelta di Roberto Fico, attualmente dominus napoletano del Movimento con DiMaio aspirante premier, sembrava essere caduta sul collegio dove spiccava la candidatura Dem “simbolica” e di peso di paolo Siani voluta da Renzi stesso. Ovvero “in memoria” del compianto fratello Giancarlo, giornalista praticante del “Il Mattino”, che proprio nel cuore vomerese in piazza Leonardo era stato assanninato da mano che mai verrà svelata, ma di certo legata alle inchieste del cronista sulla camorra Torrese di cui era diventato, giovanissimo e con talento, troppo esperto conoscitore e disvelatore. E invece la scelta di Fico data per scontata e già in attesa di tenzone, si è dissolta nella preferenza per un collegio non sapremmo dire se più importante, ma di certo socialmente più caldo e già terreno di scontri politici infocuati, che vanno dalla sempre aperta questione rifiuti di Pianura  alla sempiterna riqualificazione della ex area industriale di Bagnoli, città della scienza compresa. Un area attualmente teatro di progetti, finanziamenti, stanziamenti e politica per l’occuazione che già stata scontro di infuocatissima battaglia verbale e personale tra DeMagistris e Renzi, con la famosa defezione del sindaco all’incontro con l’allora Premier calato su Napoli per occuparsi in prima persona dell’affaire Bagnoli. Il sindaco non aveva gradito l’ingenrenza, ne le dichiarazioni, nè un offerta di collaborazione che gli era sembrato uno strappare la scena di mano.
Strano e comico che proprio sul candidato Siani invece stavolta c’era stata una convergenza e apprezzamento  da parte dei due ex contendenti.
Ora entra sulla scena Fico, anch’egli con un peso “nazionale”, pronto a spendersi sulla questione in maniera istituzionalente rilevante e mettendo sulla bilancia un seguito popolare notevolissimo e a prendere di petto una situazione che nonostante tutto si trascina da anni in uno stato pressochè inerte, tra episodi inquietanti come l’incendio di Città della Scienza e aree solo parzialemnte risanate e strutture di archeologia industriale da mettere in sicurezza, grandi eventi musicali e spiagge non sempre fruibili.
Insomma un bel grattacapo, che necessita di una certa dose di coraggio politico rispetto al più tranquillo Vomero.
di Claudio Guarino
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