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Di Maio deposita il simbolo del M5s: “Saremo la prima forza politica” | Nel programma la “pensione di cittadinanza”

“Sarà il simbolo della prima forza politica”. Le percentuali? “Non lo so”. Così il capo politico del M5s Luigi Di Maio entrando al Viminale per consegnare il simbolo con Beppe Grillo e Davide Casaleggio. “Nel nostro programma di governo – spiega in un’intervista a L’aria che tira – proponiamo la pensione di cittadinanza: sono 780 euro di minima a tutti i pensionati e 1.170 euro al mese per una coppia”. Grillo: “Siamo nella fase adulta del Movimento”.

Grillo: “Faremo alleanze? Come dire che un panda mangia carne” – “In caso di vittoria quello del Movimento 5 Stelle sarà un governo tecnico-politico, dietro a un politico c’è sempre un tecnico”, sottolinea Grillo. Poi, rivolgendosi a Casaleggio, scherza: “Guarda in camera, hai lo sguardo magnetico, se guardi in camera sono due milioni di voti”. Se faremo le alleanze, anche con il Pd? “Sono domande senza senso, è come dire che un giorno un panda può mangiare carne cruda. Noi mangiamo solo cuore di bamboo”.

“Salvini al Viminale è fantascienza” – Sulla proposta di Silvio Berlusconi di nominare il leader della Lega al Viminale in caso di un governo a guida centrodestra, Grillo dice: “E’ come l’inizio di un capitolo dio fantascienza”. E sulle parlamentarie M5s, “se ci sono stati degli errori recupereremo”.

Cambia il simbolo: nel logo “ilblogdellestelle.it” – Cambia, rispetto alle Politiche del 2013, il simbolo del M5S. Nel logo del Movimento infatti compare la scritta “ilblogdellestelle.it” che va a rimpiazzare la scritta www.movimento5stelle.it che figurava fino a oggi. Il cambio testimonia anche l”ormai imminente distacco del M5s dal blog di Beppe Grillo.

Fuoriprogramma: piccolo problema nel simbolo, mancava una firma – Dopo aver presentato il simbolo del Movimento 5 Stelle, il candidato premier pentastellato Di Maio è tornato improvvisamente al Viminale avvisato probabilmente dal senatore Vito Crimi di un “piccolo problema” nella documentazione allegata al deposito dei contrassegni elettorali. Poco dopo che Grillo e Di Maio avevano lasciato il Dicastero, era infatti stato un commesso del ministero ad avvicinarsi a Crimi e a chiedergli se poteva verificare questo “piccolo problema”, probabilmente una firma mancante sui documenti. Il simbolo del Movimento 5 Stelle era stato regolarmente affisso nella bacheca, nella quarta posizione, ma Di Maio è quindi tornato al Viminale per verificare e risolvere la situazione, allontanandosi poi da un’uscita posteriore senza fornire spiegazioni ai molti cronisti presenti.

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